12- Progetto Castelliere

Estratti dallo scritto di Gillioz sul contesto storico del castelliere

pubblicato 1 nov 2018, 06:42 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte   [ aggiornato in data 1 nov 2018, 06:47 ]

Di seguito degli estratti dal testo "Il sito archeologico del Castello di Tegna: storia e risultati delle ricerche"

Per leggere l'intero testo:

https://unil.academia.edu/MattiaGillioz


„Il contesto storico 

Al fine di cogliere la natura del sito archeologico del Castello di Tegna, è necessario fornire il contesto storico e archeologico nel quale esso è integrato. La breve panoramica che segue, descrive dunque le principali dinamiche storiche, gli avvenimenti più salienti e lo scenario archeologico che hanno interessato le terre dell’attuale Canton Ticino e del nord Italia durante la tarda antichità e l’Alto Medioevo. 

A partire dal III secolo d.C., la strategia difensiva romana evolve gradualmente verso un sistema basato sul controllo delle vie di comunicazione.“(…)L’edificazione di innumerevoli fortificazioni di piccole, medie e grandi dimensioni e, parallelamente, il rafforzamento delle difese dei centri urbani, vanno a costituire un apparato difensivo di profondità, distribuito capillarmente sul territorio. Alla fine del III secolo, il degradarsi della situazione sul limes renano e danubiano e l’abbandono degli Agri Decumates spinge l’élite imperiale a stabilire la capitale a Milano. La città diventa così il centro nevralgico delle operazioni militari a nord delle Alpi. La presenza della capitale porta nuova linfa all’economia di tutta la regione, che senza dubbio ospita ed è attraversata da un numero consistente di funzionari e militari. Nel 407, la situazione sul Reno precipita, catapultando improvvisamente la regione alpina e la Pianura Padana in prima linea. Le difese sul territorio, che fino a due decenni prima sono definite «barricate di legno»8 da Ambrogio di Milano, sono sostanzialmente rafforzate, agevolando il controllo dei passi alpini, delle vallate, ma anche della pianura. Strutture militari, queste, che sono probabilmente da associare al Tractus italiae circa alpes citato nella Notitia Dignitatum9, testo che data pro- babilmente dell’inizio del V secolo d.C." (…)

„Le vie di comunicazione 

Come abbiamo accennato, l’apparato difensivo tardoantico schierato nelle regioni di frontiera poggia sul controllo delle vie di comunicazione. Vera e propria spina dorsale del sistema viario romano, i fiumi e i laghi prealpini sono integrati nella rete stradale grazie a importanti centri di rottura di carico quali gli insediamenti di Muralto e di Angera (VA). Tali approdi permettono il trasbordo di beni e persone ed il proseguimento del tragitto a nord verso i valichi alpini, e a sud, verso la Pianura Padana. La fioritura di questi due insediamenti a partire dal III secolo, infatti, coincide con l’acquisizione d’importanza dei passi alpini del comprensorio del Ticino, che era probabilmente preferito all’asse viario del Lario. (…)

"Le fortificazioni 

Nella zona centrale delle Alpi, parte del sistema di fortificazioni tardoantiche (castra, castrum al singolare) è stato portato alla luce negli ultimi decenni. La serie di indagini condotte tra il 1985 e il 2002 dal professor Gian Pietro Brogiolo nella regione del Lario e dell’Adda, come pure la ricerca decennale tra il lago di Garda e le Giudicarie trentine, hanno permesso di identificare un numero consistente di siti. Se la distribuzione sul territorio di queste opere militari è parzialmente nota, la loro cronologia, l’organizzazione generale del sistema e la sua gestione, permangono oscuri e necessitano di ulteriori indagini. Nella regione del bacino idrografico del Ticino, dove una parte consistente di informazioni dev’essere ancora studiata, si lamenta la parziale assenza di ricerche specifiche sul tema. Ciononostante, gli scavi e gli studi che hanno interessato i siti di Castelgrande di Bellinzona, di Castelseprio o del Monte Barro, fortificazioni coeve al Castello di Tegna, permettono di stilare un’analisi parziale della rete di castra presente su questo territorio. " (…) 

Il vicus di Muralto
A pochi chilometri dal sito archeologico del Castello di Tegna si trovano le vestigia del vicus
di Muralto, uno dei rari insediamenti romani conosciuti del cantone“ (…)“Per tutta l’epoca romana, Muralto gioca un ruolo importante nel commercio alpino. Poiché è molto probabile che sia il punto di rottura di carico più settentrionale del Verbano, dal suo porto merci e persone possono raggiungere località importanti quali Angera (VA), Sesto Calende (VA), Pavia e da lì tutta la Pianura Padana. Verso nord, invece, sono sfruttabili i passi del San Bernardino e del Lucomagno per raggiungere la valle del Reno. „




 




Estratti dello scritto di Mattia Gillioz sul Castelliere

pubblicato 1 nov 2018, 06:01 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte   [ aggiornato in data 1 nov 2018, 06:10 ]

Di seguito delle parti dello scritto „Il Castello di Tegna tra Antichità e alto Medioevo“ di Mattia Gillioz. 

Si può leggere il testo nella sua interezza su:

https://unil.academia.edu/MattiaGillioz


La prima menzione del sito archeologico di Tegna risale al mese di dicembre 1927, quando sul Giornale degli esercenti Carlo Gilà (…) segnala la presenza di vestigia d’indubbia importanza sul promontorio e ne auspica uno studio approfondito.“ Qualche anno dopo „Rudolf Laur-Belart, figura centrale del panorama archeologico nazionale, ne coglie l’importanza sottolineando le affinità con i santuari d’epoca romana. L’interesse suscitato oltre Gottardo permette, nel 1941, di lanciare la prima campagna di scavo diretta dall’architetto e archeologo basilese Alban Gerster, sotto la supervisione scientifica di Rudolf Laur-Belart e Decio Silvestrini.“ (…) Le attività di ricerca sulla collina riprendono (…) negli anni ’60 grazie all’impulso del professor Virgilio Gilardoni e a Taddeo Carloni, che succede ad Aldo Crivelli nel 1962. Nel 1967, Alban Gerster effettua dei piccoli sondaggi sul promontorio e a valle, sul passo del- la Forcola. Queste ricerche confluiscono nell’agognato articolo, pubblicato nel 1969 sulla Rivista svizzera d’arte e d’archeologia (GERSTER 1969).“

„La costruzione più imponente, con i suoi 22.50 m di lato, è l’edificio a pianta quadrata costruito al centro della collina. La prima fase di costruzione, la più antica, consiste in due quadrati concentrici, uniti da due muri diagonali „ (…) "In seguito a un devastante incendio, l’edifico è ricostruito (fase 2) con l’aggiunta del locale interrato, profondo 3 m e provvisto di due volte a botte che riposano su una struttura ad archi. L’ambiente, interamente rivestito da un intonaco di cocciopesto dello spessore di qualche centimetro, è accessibile da nord per mezzo di una scala. Il tipo di rivestimento, con possibili proprietà idrauliche, potrebbe indicare che si tratti di una cisterna. Non escludiamo a priori questa ipotesi, anche se la prudenza è doverosa; solo un’analisi chimica della malta potrebbe infatti confer- marne le proprietà idrauliche. Non è da escludere che lo scopo di tale trattamento fosse di isolare l’ambiente contro l’umidità al fine di permettere l’immagazzi- namento e la conservazione di merci di vario tipo .“ (…)

I muri giocano probabilmente un ruolo chiave anche nel sostegno del tetto che, contrariamente a quanto proposto da Alban Gerster, copriva l’intero l’edificio“. (…) " In epoca romana, l’intera collina è difesa da un muro di cinta che sbarra tutti i lati praticabili. La fortificazione è punteggiata da torri e da due edifici la cui natura è difficilmente interpretabile. Le tegole ritrovate negli strati di crollo di queste costruzioni permettono di ascriverli all’epoca romana. Una moneta di Costante I, un frammento di ceramica invetriata portati alla luce nella torre, come la guarnizione bronzea di un cinturone militare rinvenuta nei pressi della stessa, confermano la datazione tardoantica dell’edificio. Si ipotizza inoltre che la costruzione sia coeva all’edificio, con il quale condivide lo stesso tipo di tegole utilizzate per la copertura.“

(…) Il Castello di Tegna è spesso stato associato alla sfera cultuale e interpretato come santuario di epoca romana. La cronologia dell’occupazione, come la planimetria dell’edificio con i suoi muri diagonali, i numerosi accessi e passaggi interni ci permettono di confutare definitivamente tale interpretazione (...) Nemmeno i reperti archeologici inducono ad accostare il sito a un santuario, quanto piuttosto a una struttura insediativa a carattere militare. (…) Questa tipologia di siti è probabilmente ascrivibile al programma di difesa delle Alpi centrali, il Tractus italiae circa alpes citato nella Notitia Dignitatum, volto a proteggere la Pianura padana e l’Italia settentrionale dalle continue pressioni esercitate delle popolazioni germaniche. Incentrato sul controllo capillare delle vie di comunicazione, questo sistema difensivo è dispiega- to in profondità sulle fasce di confine e comprende numerose fortificazioni. L’occupazione di queste ultime perdura fino al periodo della guerra gotica, all’epoca longobarda e talvolta al basso Medioevo. „ (…)

"Non si può concludere senza ricordare che, grazie al lavoro e all’impegno del Patriziato di Tegna e dell’As- sociazione Amici delle Tre Terre e di Pedemonte, con il sostegno del Comune di Terre di Pedemonte, del- la Pro Centovalli e Pedemonte, del Museo regionale delle Centovalli e Pedemonte e con il supporto del Progetto di Parco Nazionale del Locarnese, la collina del Castello è al centro di un progetto di valorizza- zione intitolato Il Castelliere: un paesaggio da scoprire il quale mette in rete questo luogo con le altre valenze presenti nel territorio e propone una serie di interven- ti di promozione del sito sotto il profilo archeologico, culturale, paesaggistico e turistico.“ (…)

BIBLIOGRAFIA 

BA ̆ JENARU C. 2010, Minor Fortifications in the Balkan-Danubian Area from Diocletian to Justinian, Cluj-Napoca. 

GERSTER A. 1969, Castello di Tegna, “Rivista svizzera d’arte e d’archeologia”, 26, pp. 117-150. 

GILLIOZ M. 2015, Le Castello de Tegna (TI) entre Antiquité et haut Moyen Âge, tesi di laurea, Università di Losanna. 

GILLIOZ M. 2016, Il sito archeologico del Castello di Tegna: storia e risultati delle ricerche, “Bollettino della Società storica locarnese”, 20, pp. 7-28. 

JANKE R. 1994, Il Castello di Tegna: i reperti di epoca preistorica, “Archeologia svizzera”, 17, pp. 76-78. 

JANKE R. 2000, L’insediamento del Castello di Tegna, in DE MA- RINIS R.C. – BIAGGIO SIMONA S. (a cura di), I Leponti tra mito e realtà, catalogo della mostra, vol. 1, Locarno, pp. 153-155. 

LEHMANN S. 2004, Eine Lanzenspitze aus Tegna - fränkische Spur?, “Annuario della Società Svizzera di Preistoria e d’Archeo- logia”, 87, pp. 322-328. 


Visita al Castelliere di Romano Veneziani (tratto da Azione)

pubblicato 28 ott 2018, 03:47 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte   [ aggiornato in data 28 ott 2018, 04:07 ]


Tratto dall'articolo "Segni di devozione - Un’escursione sulla montagna tra Tegna e Verscio, nelle Terre di Pedemonte - Rivista Azione 03.04.2017 
http://www.azione.ch/tempo-libero/dettaglio/articolo/segni-di-devozione.html


(...)

Seguo un lungo muraglione, che taglia serpeggiando il versante della montagna proprio sopra il paese, con lo scopo, verosimilmente, di raccogliere le acque di superficie e convogliarle senza danni verso il basso. Incontro una manciata di cascine in una radura, poi il sentiero s’infila nuovamente nel bosco e in pochi minuti raggiungo il Monte Castello, un promontorio sospeso sulle pareti rocciose tra Tegna e Ponte Brolla, da dove lo sguardo spazia dalle Centovalli al delta della Maggia al lago e, di là da quello, alla riviera del Gambarogno, che si scioglie, azzurrognola, nella foschia.

L’ampio pianoro panoramico, libero dalla vegetazione, è scalfito dalle linee geometriche di alcuni manufatti, che ne disegnano la superficie dandole l’aspetto, mi ritrovo a pensare, di una gigantesca tavola del gioco del mulino: sono le rovine del Castelliere di Tegna.

Il luogo è avvolto da un’atmosfera direi quasi magica, permeata da un vago sentore di mistero. Quel mistero che aleggia sulle origini delle rovine e non ancora del tutto chiarito dalle ricerche storiche e archeologiche che si sono susseguite a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso. Lo studio più recente risale al 2015 ed è opera di un giovane archeologo, Mattia Gillioz, che ne ha fatto l’oggetto della tesi di Master in scienze dell’Antichità, presentata all’Università di Losanna (5).
Dal punto di vista storiografico, Mattia Gillioz ripercorre le tappe principali delle ricerche sul sito del Castelliere, mentre da quello prettamente archeologico, ne studia le vestigia e i reperti quasi totalmente inediti.

Il toponimo di Castello, scrive Gillioz, «che designava da tempo il promontorio a nord del paese di Tegna, era spesso assimilato alle caratteristiche morfologiche della montagna, finché sul “Giornale degli esercenti” del 19 dicembre 1927 Carlo Gilà associa il nome alla presenza di ruderi, auspicandone uno studio approfondito»(6).

Sarà però soltanto all’inizio degli anni Quaranta, grazie all’iniziativa di alcuni giovani delle Tre Terre, che il sito torna alla ribalta e s’intraprendono le campagne di scavo che porteranno alla luce otto edifici, alcune porzioni di cinta muraria, un pozzo scavato nella roccia e numerosi reperti, che fanno del Castelliere uno degli insediamenti più importanti del Ticino, senza per questo riuscire a penetrarne completamente i misteri.

Si tratta, infatti, di un sito di non facile interpretazione, sia per la mancanza di continuità delle ricerche (caratterizzate oltretutto da dispute e polemiche tra i vari «attori» coinvolti), sia per alcuni interventi di restauro, che ne hanno resa oltremodo difficile la lettura.

La presenza umana sul pianoro del Castello è documentata fin da epoche remote. «Le prime tracce di frequentazione della collina - annota Gillioz - risalgono al Neolitico (periodo compreso tra il V e gli inizi del IV millennio a.C. circa), anche se le testimonianze più consistenti datano all’età del Bronzo. Gli scavi hanno infatti portato alla luce numerosi reperti ceramici caratteristici del Bronzo medio-recente e finale (forchetta cronologica tra il XIV e il IX secolo a.C.), elementi che confermerebbero la presenza di un insediamento, forse stagionale. L’abitato continua ad essere presente anche alla seconda età del Ferro (primi decenni del IV secolo-15 a.C.)» (7).

Gli edifici più importanti, di cui rimangono le rovine maggiormente visibili, risalgono invece all’epoca romana e altomedievale, tra il IV e il VII secolo d.C.

Numerose e, a volte, fantasiose, le interpretazioni sulla funzione del Castelliere: quella più a lungo ipotizzata lo identifica, per la sua struttura quadrangolare, con un luogo di culto (8) o un tempio gallo-romano. Nel suo lavoro di ricerca, Mattia Gillioz lo esclude (9) e attribuisce all’insediamento, costruito in un punto particolarmente strategico, un carattere difensivo, che s’inscrive nel «sistema di fortificazioni volto a controllare le vie di comunicazione e a difendere l’Italia settentrionale dalle minacce provenienti da nord delle Alpi».

Dopo un periodo di abbandono, dagli anni Novanta del secolo scorso, il Castelliere è stato reso accessibile e il complesso è diventato ora l’oggetto di un progetto di salvaguardia e di valorizzazione, che lo inserisce in un itinerario didattico e ne promuove gli aspetti storici, archeologici, paesaggistici e turistici (10).

È difficile staccarsi da questo poggio denso di reminiscenze storiche, ma è tempo di riprendere il cammino.

(...)



5) M. Gillioz, Le Castello de Tegna (TI) entre Antiquité et haut Moyen-Äge, tesi di master all’Università di Losanna, Facoltà di lettere, 2015

6) M.Gillioz, Il sito archeologico del Castello di Tegna: studi e risultati delle ricerche, in Bollettino della Società Storica Locarnese, 20, 2016, pag. 7

7) Idem, pag. 16

8) Carlo Kerényi, studioso di mitologia, ha ipotizzato si potesse trattare di un luogo di culto legato alla fertilità.

9) «L’architettura dell’edificio B1 smentisce tuttavia quest’ipotesi. I muri diagonali, come la presenza di numerosi accessi e passaggi interni non sono infatti compatibili con l’architettura di un tempio romano. Inoltre, nessun elemento legato alla sfera sacra è stato rinvenuto durante gli scavi. Anche la cronologia del complesso non corrobora quest’ipotesi: benché si conoscano dei rari esempi di templi edificati nel IV secolo, è altamente improbabile che una tale struttura sia costruita agli inizi del V secolo in una regione già fortemente cristianizzata come quella ticinese».

M.Gillioz, Il sito archeologico del Castello di Tegna…, op.cit. pag.23

10) Il progetto «Il Castelliere: un paesaggio da scoprire» è promosso dal Patriziato di Tegna, proprietario del sedime, e dall’Associazione delle Tre Terre e di Pedemonte, in collaborazione con il comune di Terre di Pedemonte, della Pro Centovalli e Pedemonte, dal Museo Regionale delle Centovalli e Pedemonte e gode del supporto del Progetto di Parco Nazionale del Locarnese.

Il patriziato di Tegna assume il progetto castelliere

pubblicato 22 giu 2018, 02:29 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte

Nel 2016 il progetto Castelliere è stato preso in mano dal Patriziato di Tegna.

Articolo Rivista Tre Terre sul Castelliere (1984-85)

pubblicato 10 mar 2017, 13:34 da Ass. Amici delle TreTerre di Pedemonte   [ aggiornato il 7 apr 2017, 19:53 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte ]

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Articolo castelliere - Rivista Treterre

biobliografia sul castatelliere (da Rivista Tre Terre)

pubblicato 10 mar 2017, 13:33 da Ass. Amici delle TreTerre di Pedemonte   [ aggiornato il 7 apr 2017, 19:52 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte ]


Audio - conferenza sul Castelliere del 09.03.17 (IN COSTRUZIONE)

pubblicato 10 mar 2017, 12:29 da Ass. Amici delle TreTerre di Pedemonte   [ aggiornato il 22 mar 2017, 02:01 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte ]

IN COSTRUZIONE






Mattia Gilliot archeologo - il castelliere di Tegna

pubblicato 10 mar 2017, 12:07 da Ass. Amici delle TreTerre di Pedemonte   [ aggiornato in data 10 mar 2017, 12:10 ]

L'archeologo Mattia Gilliot si è dedicato durante i suoi studi universitari allo studio del castelliere di Tegna ed ora sta collaborando con il progetto di riqualifica del sito.
Per conoscerlo meglio:




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