Estratti dello scritto di Mattia Gillioz sul Castelliere

pubblicato 1 nov 2018, 06:01 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte   [ aggiornato in data 1 nov 2018, 06:10 ]

Di seguito delle parti dello scritto „Il Castello di Tegna tra Antichità e alto Medioevo“ di Mattia Gillioz. 

Si può leggere il testo nella sua interezza su:

https://unil.academia.edu/MattiaGillioz


La prima menzione del sito archeologico di Tegna risale al mese di dicembre 1927, quando sul Giornale degli esercenti Carlo Gilà (…) segnala la presenza di vestigia d’indubbia importanza sul promontorio e ne auspica uno studio approfondito.“ Qualche anno dopo „Rudolf Laur-Belart, figura centrale del panorama archeologico nazionale, ne coglie l’importanza sottolineando le affinità con i santuari d’epoca romana. L’interesse suscitato oltre Gottardo permette, nel 1941, di lanciare la prima campagna di scavo diretta dall’architetto e archeologo basilese Alban Gerster, sotto la supervisione scientifica di Rudolf Laur-Belart e Decio Silvestrini.“ (…) Le attività di ricerca sulla collina riprendono (…) negli anni ’60 grazie all’impulso del professor Virgilio Gilardoni e a Taddeo Carloni, che succede ad Aldo Crivelli nel 1962. Nel 1967, Alban Gerster effettua dei piccoli sondaggi sul promontorio e a valle, sul passo del- la Forcola. Queste ricerche confluiscono nell’agognato articolo, pubblicato nel 1969 sulla Rivista svizzera d’arte e d’archeologia (GERSTER 1969).“

„La costruzione più imponente, con i suoi 22.50 m di lato, è l’edificio a pianta quadrata costruito al centro della collina. La prima fase di costruzione, la più antica, consiste in due quadrati concentrici, uniti da due muri diagonali „ (…) "In seguito a un devastante incendio, l’edifico è ricostruito (fase 2) con l’aggiunta del locale interrato, profondo 3 m e provvisto di due volte a botte che riposano su una struttura ad archi. L’ambiente, interamente rivestito da un intonaco di cocciopesto dello spessore di qualche centimetro, è accessibile da nord per mezzo di una scala. Il tipo di rivestimento, con possibili proprietà idrauliche, potrebbe indicare che si tratti di una cisterna. Non escludiamo a priori questa ipotesi, anche se la prudenza è doverosa; solo un’analisi chimica della malta potrebbe infatti confer- marne le proprietà idrauliche. Non è da escludere che lo scopo di tale trattamento fosse di isolare l’ambiente contro l’umidità al fine di permettere l’immagazzi- namento e la conservazione di merci di vario tipo .“ (…)

I muri giocano probabilmente un ruolo chiave anche nel sostegno del tetto che, contrariamente a quanto proposto da Alban Gerster, copriva l’intero l’edificio“. (…) " In epoca romana, l’intera collina è difesa da un muro di cinta che sbarra tutti i lati praticabili. La fortificazione è punteggiata da torri e da due edifici la cui natura è difficilmente interpretabile. Le tegole ritrovate negli strati di crollo di queste costruzioni permettono di ascriverli all’epoca romana. Una moneta di Costante I, un frammento di ceramica invetriata portati alla luce nella torre, come la guarnizione bronzea di un cinturone militare rinvenuta nei pressi della stessa, confermano la datazione tardoantica dell’edificio. Si ipotizza inoltre che la costruzione sia coeva all’edificio, con il quale condivide lo stesso tipo di tegole utilizzate per la copertura.“

(…) Il Castello di Tegna è spesso stato associato alla sfera cultuale e interpretato come santuario di epoca romana. La cronologia dell’occupazione, come la planimetria dell’edificio con i suoi muri diagonali, i numerosi accessi e passaggi interni ci permettono di confutare definitivamente tale interpretazione (...) Nemmeno i reperti archeologici inducono ad accostare il sito a un santuario, quanto piuttosto a una struttura insediativa a carattere militare. (…) Questa tipologia di siti è probabilmente ascrivibile al programma di difesa delle Alpi centrali, il Tractus italiae circa alpes citato nella Notitia Dignitatum, volto a proteggere la Pianura padana e l’Italia settentrionale dalle continue pressioni esercitate delle popolazioni germaniche. Incentrato sul controllo capillare delle vie di comunicazione, questo sistema difensivo è dispiega- to in profondità sulle fasce di confine e comprende numerose fortificazioni. L’occupazione di queste ultime perdura fino al periodo della guerra gotica, all’epoca longobarda e talvolta al basso Medioevo. „ (…)

"Non si può concludere senza ricordare che, grazie al lavoro e all’impegno del Patriziato di Tegna e dell’As- sociazione Amici delle Tre Terre e di Pedemonte, con il sostegno del Comune di Terre di Pedemonte, del- la Pro Centovalli e Pedemonte, del Museo regionale delle Centovalli e Pedemonte e con il supporto del Progetto di Parco Nazionale del Locarnese, la collina del Castello è al centro di un progetto di valorizza- zione intitolato Il Castelliere: un paesaggio da scoprire il quale mette in rete questo luogo con le altre valenze presenti nel territorio e propone una serie di interven- ti di promozione del sito sotto il profilo archeologico, culturale, paesaggistico e turistico.“ (…)

BIBLIOGRAFIA 

BA ̆ JENARU C. 2010, Minor Fortifications in the Balkan-Danubian Area from Diocletian to Justinian, Cluj-Napoca. 

GERSTER A. 1969, Castello di Tegna, “Rivista svizzera d’arte e d’archeologia”, 26, pp. 117-150. 

GILLIOZ M. 2015, Le Castello de Tegna (TI) entre Antiquité et haut Moyen Âge, tesi di laurea, Università di Losanna. 

GILLIOZ M. 2016, Il sito archeologico del Castello di Tegna: storia e risultati delle ricerche, “Bollettino della Società storica locarnese”, 20, pp. 7-28. 

JANKE R. 1994, Il Castello di Tegna: i reperti di epoca preistorica, “Archeologia svizzera”, 17, pp. 76-78. 

JANKE R. 2000, L’insediamento del Castello di Tegna, in DE MA- RINIS R.C. – BIAGGIO SIMONA S. (a cura di), I Leponti tra mito e realtà, catalogo della mostra, vol. 1, Locarno, pp. 153-155. 

LEHMANN S. 2004, Eine Lanzenspitze aus Tegna - fränkische Spur?, “Annuario della Società Svizzera di Preistoria e d’Archeo- logia”, 87, pp. 322-328. 


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