3. Evoluzione dell'Associazione

pubblicato 28 ott 2018, 03:02 da Ass. Amici Tre Terre Pedemonte   [ aggiornato in data 28 ott 2018, 03:04 ]
In un invio alla popolazione delle TreTerre del 1971 si ripeteva che l’obiettivo dell’Associazione era di migliorare i contatti umani tra gli abitanti delle TreTerre di Pedemonte e di agire per un miglior sviluppo umano, sociale, culturale e sportivo. Al raggiungimento di questo scopo, in particolare durante le assemblee, negli anni vengono avanzate molte richieste specifiche. Parte resteranno purtroppo lettera morta. Altre invece riusciranno a concretarsi nel tempo. Qui di seguito se ne riportano alcune, anche se in modo forse un po’ disordinato. 

Per esempio si rammenta l’avvio, piuttosto difficoltoso sul piano finanziario, della Filodrammatica a causa dell’indispensabile sistemazione del palco del salone di Verscio. I sussidi arrivarono dagli allora Comuni di Verscio e Cavigliano. Da quello di Tegna no! Ciò non di meno, grazie alla tenacia di Eva Lautenbach, la Filodrammatica diventò – e lo è tutt’oggi - una piacevole e simpatica realtà. 

Senza dimenticare gli studi per le costruzioni di un parco Robinson e di un percorso vita, che non trovano sbocchi concreti a causa della disastrosa alluvione del 1978. 

L’esistenza dell’Associazione non è stata sempre facile. Nella storia non sono mancate posizioni contrarie alle sue finalità. Ecco, ad esempio, un passaggio assembleare del 1973: (…) Purtroppo devo dire a malincuore che ancora molta gente è contraria alla nostra Associazione…, ma devo dire che già nello spazio di un anno diverse cose sono cambiate e quindi ancora di più il comitato cercherà di realizzare quelle attività nel miglior modo possibile, perché noi tutti dobbiamo esser convinti che l’unico scopo della nostra Associazione è di rinsaldare sempre più l’amicizia nelle Tre Terre e cercare di realizzare quanto sopra esposto per poi, nel più breve tempo possibile, arrivare alla fusione dei tre comuni da molti già fortemente sentita (...). Per inciso la tematica della “fusione” viene nuovamente alla luce durante l’assemblea del 1978. 

Nel 1973 Marco Zanda propone di valutare la pubblicazione di un periodico delle Tre Terre. L’idea è poi rilanciata da Enrico Leoni nel 1982 e si realizzerà nel 1983 con il primo numero della rivista TRETERRE. 

Tale signora Bärtschi lanciò, senza esito, la proposta di formare una corale ticinese. 

Mario Andreoli suggerisce di partecipare, con una squadra locale, ai molto conosciuti giochi in TV di allora denominati Giochi senza frontiere. 

Per i giovani nel 1979 si ventila l’idea di dar vita a un gruppo musicale, ma, dopo un sondaggio fra i giovani stessi, si decide di soprassedere. Stessa fine fa la ginnastica per i giovani. Solo molto più tardi però si rispolvera quest’idea, che diventa realtà grazie all’entusiasmo delle monitrici Zibetti e Weber. 

Negli anni ‘80 nascono nuove e numerose attività, come i vari corsi di cucina e di alimentazione sana, di cucito, di sofrologia, di vimini, di riflessologia. E ancora al corso di ballo e di sci di fondo al S Bernardino, la recita teatrale per i più piccoli, le passeggiate per gli anziani (iniziate nel 1982 e sospese nel 2004 a causa delle poche iscrizioni), i corsi per la potatura della vite, di piante da frutta in genere e delle rose. A qualcuno era balenata anche l’idea di fondare un gruppo ciclistico amatori. 

La relazione presidenziale dell’assemblea 1985 accenna pure alla mostra dell’artista Sauter e alla festa sui Monti di Verscio. Quella del 1986 ai concerti dell'Avvento nella chiesa di Verscio, che si terranno poi l’8 dicembre di ogni anno con il prezioso sostegno anche della Pro Centovalli e Pedemonte. 

Nel 1987 si organizzano una mostra dell’artista Carlo Mazzi nel salone di Verscio e un concerto lirico con Angelo Belotti (alias Tony Glenn). Nel dicembre 1988 un concerto a Verscio in memoria di don Robertini parroco di Verscio e di Tegna per molti anni. Chi ha i capelli un po’ grigi se lo ricorda anche per la sua cultura, l’inflessibilità e il temperamento forte e coriaceo. 

Negli anni successivi l’attività continua con vari corsi, in particolare corsi di musica per i giovani iniziati nel 1986. Nel dicembre 1991 l’Associazione contribuisce all’allestimento della mostra di Eva Lautenbach che si terrà a Tegna. 

L’anno dopo, nel 1992, lancerà la petizione all’indirizzo del Governo ticinese, con la richiesta di posare le barriere al passaggio a livello di Tegna. Adesso, dopo anni dalla loro posa, sembrerebbe impossibile farne a meno. Qui ed in altri punti di attraversamento della ferrovia. E ce ne è voluto di tempo e…di brividi! 

Nel 1993 si inizia ad investire tempo e energie nelle conferenze, un filone che è ancora più che mai vivo adesso, in particolar modo con Lunedinsieme (dal 2012 ha assunto il nome di 3TerreCultura). I temi di allora erano il nuovo diritto minorile e le esperienze di viaggi (peraltro ancora di stretta attualità). Si accenna pure all’idea di tenere a Verscio una gara di “casse di sapone”, evento di non facile attuazione per motivi organizzativi. A fine maggio di quell’anno si organizza per la prima volta il saggio musicale, che è il gran finale dei corsi per i giovani che si tengono durante l’anno. 

L’Associazione ha sostenuto la simpatica festa dei Campanari a Cavigliano, voluta e allestita da Ilario Garbani. Ha contribuito all’inaugurazione della cappella alla Colma nell’estate dell’Anno Santo del 2000. Nel limite delle sue possibilità finanziarie l’Associazione elargisce piccole somme di denaro per scopi culturali, come in questi anni per i concerti organizzati nella Chiesa di Verscio dall’Accademia Vivaldi. 

Con il nuovo secolo l’Associazione ha proseguito la sua attività, seguendo il suo collaudato schema delle Commissioni, che hanno sempre goduto di una certa libertà di manovra. La SNU, ossia dei Sentieri non ufficiali, ereditata dalla Pro-Centovalli e è funzionata a pieno regime sotto la sapiente regia di Chino Zanda fino al 2017. 

Non tutto è oro quello che luccica. È vero che l’Associazione brilla di luce propria, ma a periodi alterni soffre della mancanza di nuove leve. Giovani che porterebbero novità e “aria fresca”. Il ricambio generazionale è indispensabile, soprattutto in ottica futura. Un mix intergenerazionale al suo interno è condizione imprescindibile per dare un tocco di modernità a quello che si sta facendo. La mancanza di giovani è una cambiale in bianco, che assolutamente non vogliamo firmare. Bensì, con loro, vogliamo scrivere altre pagine della nostra storia.
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